Comune di Monsampolo del Tronto (AP)

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Comune di Monsampolo del Tronto
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A 20 Km da Ascoli Piceno, a 12 Km da S. Benedetto del Tronto e ad appena 2 Km dalla SS. N° 4 Salaria, gode di un bel panorama che spazia per la vallata del Tronto, si apre sulle colline picene, sui monti Sibillini, sul Gran Sasso e sull’Adriatico. Costituito per circa 3/ 4 di collina e per 1/ 4 di pianura sorge sulla sinistra del fiume Tronto. Il nome ha origine agiotoponimica, Monti Sancti Pauli (1100), allude al titolare della prima chiesa castellana dalla quale il Comune prese il nome. I ritrovamenti archeologici testimoniano che questo piccolo borgo ha avuto nei secoli vicende insediative ininterrotte. Sono state rinvenute testimonianze archeologiche che vanno dall’Età del Bronzo all’epoca picena, romana e medievale. In località Treazzano è stato rintracciato un abitato dell’Età del Bronzo in cui sono stati trovati alcuni reperti micenei databili 1250-1100 a.C. Significativa testimonianza della presenza monastica nell’alto medioevo è il cenobio di S. Benedetto in Tronto, inizialmente dipendente dall’abbazia madre di Monte Cassino. L’attuale chiesa dei Ss. Benedetto e Mauro, ubicata a Stella di Monsampolo, costituisce l’unico elemento rimasto del cenobio. Al sec. XI risalgono le prime notizie certe riguardanti il castello di Monsampolo, quando i castelli originari di Monte S. Paolo, Castel Fano e Monte Donnello, risultano coinvolti in alcune donazioni compiute da alcuni feudatari in favore dell’episcopato di Fermo, oltre che delle abazie di Farfa e Monte Cassino. Già nel sec. XIII i tre castelli risultano nella giurisdizione del comune di Ascoli, poi nel 1299 i tre feudi si concentrano in un unico castello che è costituito nel nucleo antico dell’attuale Monsampolo, per meglio assolvere alla difesa del territorio. Monsampolo è un tipico esempio di borgo fortificato che conserva ancora l’impianto dei secc. XIV e XV. L’aggregazione edilizia del borgo sorse spontaneamente in un pianoro al di fuori della cerchia muraria del “Castello Antico”, in corrispondenza della “Porta Vecchia” e sul ciglio della strada principale. L’impianto del borgo è un mosaico di vie, rue, archi, icone ed edifici. Il borgo, caratteristico per il suo incasato, conserva ancora alcuni interessanti elementi della sua originaria funzione difensiva: le due porte da mare e da monte, le torri angolari e le torri rompi tratta (secc. XV-XVI). Fu teatro delle lotte tra i vari signori locali, bramosi del dominatus loci, ciò dovuto anche alla sua particolare posizione di confine tra Comitato Fermano, Comitato Ascolano e Comitato Aprutino. Dal punto di vista religioso il paese farà parte della Diocesi di Teramo dal XII secolo, sotto la quale rimarrà fino all’anno 1965, quando passa alla Diocesi si Ascoli Piceno.

https://web.infinito.it/utenti/n/nitaumbri/monsampolo.htm

 

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